LABORATORIO PARATEATRALE RESIDENZIALE
Venerdì 26- sabato 27-domenica 28 febbraio 2010 dalle ore 17,00
Presso TIRTHA Pescantina, Vr.
The Way
gruppo di lavoro parateatrale
con Rena Mirecka
The Way è un processo di crescita e di conoscenza. Si lavora per dischiudere il centro individuale della creatività attraverso l’azione di gruppo. L'agire collettivo inteso come atto totale che libera intenzioni, impulsi e reazioni. Si devono eliminare le resistenze, gli ostacoli fisici e psichici. Per poter diventare performer, l’allievo deve essere disarmato, umile, sensibile, ricettivo, pronto per l’immenso e faticoso lavoro che è il processo di trasformazione. Deve essere in grado di rivelare, nell’atto creativo, i suoi sogni nascosti, le sue ferite mascherate e trasformare questo in azioni fisiche in una dimensione non quotidiana.
RENA MIRECKA è un'attrice dell'Institut Aktore Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski, con il quale ha collaborato per 23 anni. Nel gruppo del Laboratorium Rena Mirecka ha avuto il compito di elaborazione del training e di studio e perfezionamento degli Esercizi Plastici. Ha partecipato a tutte le performance teatrali create da Grotowski. Ha recitato in tutti i paesi europei, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Medio Oriente e in Estremo Oriente. Dagli anni settanta prosegue la sua perorale ricerca nell'ambito del Parateatro, attraverso esperienze didattiche (come Be here now, The way to the Centre, Now it's the Fly) e progetti di para-performance (come Canoa ritual-action in tre incontri). Un'elaborazione originale del concetto di "cultura attiva", che non ne tradisce lo spirito, nel tentativo di creare uno spazio di condivisione, un tempo per l'autentico incontro tra esseri umani.
A cinquant'anni dalla nascita del Teatr Laboratorium e a dieci anni dalla morte di Jerzy Grotowski, UNESCO dichiara il 2009 anno dedicato allo studio e alla riscoperta di questo grande artista, “uno dei più grandi riformatori dell’arte teatrale del ventesimo secolo”, che con “la sua ricerca ha avuto un ruolo decisivo sull’arte contemporanea, a livello internazionale, in particolar modo con la sua indagine sulla natura del comportamento umano”.
COS'E' IL PARATEATRO?
Nel 1970, dopo la ultime repliche di Apokalypsis cum figuris, Grotowski annunciò che non avrebbe più fatto spettacoli teatrali. Cominciò così un lavoro a fianco del teatro, studiando non più “ciò che avviene tra l’attore e lo spettatore”, ma puntando su dinamiche comunicative fondate su rapporti interpersonali in cui non esistono più distinzioni tra attori e spettatori, in cui di fatto non esiste più lo spettacolo. Il rapporto attore-spettatore per Grotowski è sempre stato solo un caso particolare della relazione uomo-uomo, certo un caso particolare e privilegiato, tanto da poter essere appunto studiato in una sorta di laboratorio scientifico. Si apre così la nuova fase del “parateatro”. L’azione parateatrale è un’azione ‘letterale’ (nel senso che niente è segno di qualcosa d’altro), in cui «se si è in cammino non si imita un viaggio, ma si è letteralmente in cammino» (Molinari). Si tratta di azioni reali, separate comunque nettamente dal tempo e dallo spazio quotidiani, che si risolvono in un evento hic et nunc, in questo spazio concreto, nel tempo di questa azione, nella concretezza dei corpi di chi vi partecipa. Viene spezzata «la rigidità del tempo della rappresentazione e del ruolo attore/spettatore: chi ora è attore è subito dopo spettatore» (Cascetta). Non c'è più la minima finzione rappresentativa a far da tramite tra attore e spettatore, essa non è fondamentale affinché avvenga l’incontro, il contatto tra individui.
Si ricercheranno momenti alti di vissuto collettivo, in cui tutti i partecipanti, lasciando cadere la maschera di tutti i giorni, saranno i protagonisti di forme di comunicazione collettiva, piena, totale (De Marinis). Viene meno la rappresentazione sì, ma si realizza finalmente quell’idea che Grotowski ha da sempre cercato di realizzare: il teatro come incontro, il teatro come dono di sé, «una rapporto diretto e palpabile», «una comunione di vita»
L'interesse verso questo tipo di ricerca è testimoniato anche oggi da ambiti diversi che raccolgono il testimone portando la ricerca parateatrale verso nuovi orizzonti di impegno.
In ambito psicoterapeutico la pratica iniziata da Grotowski pone nuovi sviluppi ed ambiti di applicazione “nel delicato processo di analisi di gruppo, psicodramma e terapia famigliare che rappresentano un'originale forma di cura, conoscenza di sé, incontro ed integrazione” (G.Gasca).
Nello studio antropologico l'esperienza parateatrale assume una grande rilevanza, in quanto “l’impegno dei partecipanti implica sempre la ricerca di nuovi modi di comportamento e le azioni fisiche sono molto simili a quelle dei riti di iniziazione” (V. Turner)
Nel vasto panorama di approfondimento offerto dal campo delle comunicazioni il parateatro porta con sé strumenti di analisi e contestualizzazione di una delle più rivoluzionarie e preziose definizioni dell'impegno e della condivisione: il concetto di Cultura Attiva.
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